• Facebook
  • Twitter
  • Plus
tantarobanews

Il dio del calcio chiama i campioni

Dic 14, 2016 Scritto da 

Esiste una solidarietà spudorata, automatica e profonda che si manifesta senza preavviso, si incarna in un istinto che viene da dentro, deve per forza uscire all'esterno facendosi vedere e sentire. Oltrepassa i colori e le fedi che ognuno possiede, mettendole in qualche modo da parte, come se la priorità in quel momento fosse un'altra.

La catastrofe che ha macchiato la Chapecoense ha toccato tutti, nessuno escluso. Un coltello che ha ferito l'umanità dello sport sporcandola con il sangue, che adesso rimane sulla pelle di tutti coloro che amano correre dietro un pallone come un tatuaggio indelebile che non va più via. Le lacrime dei tifosi, che hanno salutato nel proprio stadio i loro beniamini portati via, a giocare una trasferta troppo lontana, ci hanno commosso, chiunque si immedesima, chiunque capisce e prende atto.

La conseguenza è una grande forma di affetto, non ci si rialza facilmente, ma tutti uniti forse si. Il gesto più bello è quello di alcuni campioni leggendari, come Riquelme e Ronaldinho, che hanno offerto le loro prestazioni al servizio della squadra, disposti a giocare per il gusto di farlo senza nessun segno di pagamento economico. Il Dio del calcio chiama e loro devono rispondere presenti, ma la loro scelta fa da traino per altri, come Gudjohnsen, anche lui alza la mano per far sapere che in caso di necessità lui vorrebbe sostenere la causa e giocare ancora a pallone.

Da questi gesti possiamo comprendere che in fondo lo spirito autentico dello sport non è mai andato via, nonostante i tempi ormai scanditi dal denaro, nonostante l'evoluzione e la scomparsa del romanticismo, rimane un piccolo grande pizzico di valore che risulterà importante.

Soprattutto per i più giovani, perché esempi così, fanno bene al cuore.

Devi effettuare il login per inviare commenti
HomeCalcioIl dio del calcio chiama i campioni Top of Page

Articoli più letti

PILLOLE TRN ON AIR