Un'estate senza brividi
  • Facebook
  • Twitter
  • Plus
tantarobanews

Un'estate senza brividi

Giu 13, 2018 Scritto da 

Alcune abitudini finiscono per tornare da noi, nonostante sia passato un lungo periodo di tempo nel quale non le praticavamo più. Così arriva il caldo ed escono fuori le t-shirt e tutti gli indumenti specificamente estivi, rivediamo le moto che scorazzano per le strade e i locali pieni di gente con le pinte di birra in mano fino a tarda notte. Certo non possiamo far finta che a quei locali, quei bar e quelle tv in qualche modo non manchi qualcosa, non possiamo totalmente accantonare quel magone grosso che porteremo dentro in questi mesi.

La nazionale non sarà in Russia per giocarsi i mondiali, è risaputo, gran parte degli Italiani non ha mai vissuto una tale disfatta e ancora oggi, nonostante la sentenza che il campo ci ha lasciato sia stata ingoiata e sopportata da un bel po', fa ancora tanto male, soprattutto se pensiamo a questa ferita proprio ora che il campionato del Mondo sta per avere inizio.

Gli Italiani e il mondiale sono una chimica troppo forte per non miscelarsi in quelle notti d'estate che non saranno magiche, i bambini non avranno una maglietta azzurra da indossare che li farà staccare da terra e volare tra le nuvole per poter sognare di più, non avremo le nostre pazze esultanze o critiche in base all'andamento delle partite dei nostri ragazzi, ma, soprattutto, non avremo i nostri brividi, perché se c'è una cosa che ci mancherà dannatamente più di ogni altra, sarà non poter cantare il nostro Inno di Mameli.

Hanno sottratto a tutti noi quei brevi e intensi momenti in cui veramente ci sentivamo fratelli, quei momenti in cui li avremmo passati nelle piazze gremite di gente in piedi tutti abbracciati, compiendo quel rituale magico che ci rendeva più forti, ci caricava, ci distoglieva da tutti i problemi che c'erano intorno, ci allontanava da ogni pensiero negativo, perché quando c'era l'inno, il resto non contava più, il resto andava a farsi benedire. E allora ecco quel brivido che accarezzava la nostra pelle, eravamo consapevoli di aver varcato la soglia della realtà, imbattendoci in qualche altra cosa, il senso di appartenenza ci scorreva lungo le vene, l'orgoglio si sprigionava da ogni lato del nostro corpo e gli occhi si chiudevano. Si chiudevano per sentire le note e le parole pronunciate nell'aria da chi ti stava accanto, dai calciatori che si trovavano nel campo che in quel momento non erano soltanto 11, ma molti, molti di più. Il cuore aumentava il suo battito fino all'urlo finale, liberatorio, come una promessa da voler mantenere a tutti i costi, come l'inizio di una guerra da non voler perdere, come i nostri sogni che uscivano fuori per farsi vedere e farsi sentire. Il brivido e l'inno passava e insieme a loro scadeva la nostra immortalità, perdevamo la nostra emozione e ricominciava la paura, l'ansia di non farcela, la concentrazione della partita che stava iniziando.

Durava poco, ma era bello vivere quegli istanti fino all'ultimo secondo, fino a quando l'incantesimo scompariva e tornavamo ad essere quelli di sempre, ma ci toccherà aspettare. Ci toccherà saltare queste sensazioni per questa estate anomala, diversa e più vuota di altre, senza la bandiera tricolore da sventolare e senza il nostro brivido emozionante che portiamo nel cuore.

Noi Italiani non cantiamo l'inno.. Noi lo viviamo!

Devi effettuare il login per inviare commenti
HomeCalcioUn'estate senza brividi Top of Page

Articoli più letti

PILLOLE TRN ON AIR