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tantarobanews

Il delicato "Saving Mr.Banks" di John Lee Hancock

Feb 26, 2014 Scritto da 

"Vento dall'Est, la nebbia è là..
..qualcosa di strano tra poco accadrà"..

In concomitanza con il quarantacinquesimo anniversario dell'uscita del celeberrimo "Mary Poppins", la Walt Disney Pictures presenta "Saving Mr. Banks", una pellicola ispirata alle vicende legate al corteggiamento risoluto dei diritti dell'omonimo romanzo dell'australiana Pamela Lyndon Travers (pseudonimo di Helen Lyndon Goff), protratte per un lungo ventennio costellato da fermi rifiuti da parte dell'autrice e nuovi tentativi di Walt Disney.

E' il 1961 quando Walt Disney tenta, un'ultima volta, l'approccio con P.L. Travers. L'autrice versa infatti in una precaria situazione economica e, con la stretta morsa del tracollo finanziario, decide a malincuore di recarsi a Los Angeles per un soggiorno lavorativo di due settimane. Immersi nello sfavillio del parco a tema e nelle atmosfere rilassate degli Studios, si susseguiranno esilaranti quanto esasperanti incontri creativi in cui la Travers respingerà con fervore alcune delle sequenze più celebri, nonché l'eccentrica visione dei fratelli Sherman alla composizione sonora, le cui canzoni sono oramai vivide nell'immaginario di intere generazioni.

Lo spettatore esigente, non trovandosi inizialmente a parteggiare per la tirannica P.L. Travers, conoscerà poco a poco le implicazioni personali dell'autrice, lo scetticismo, l'infanzia vissuta nell'affetto immutato per un padre amorevole ma troppo fragile per la vita, spiegando infine i tratti più negativi della Sig.ra Travers, acuiti da una profonda, radicata solitudine.

Chiunque abbia visto e amato il "Mary Poppins" con Julie Andrews avrà certamente compreso la massima narrativa del film: "it's not about the kids". E' il teso, fragile signor Banks l'oggetto delle attenzioni di Poppins, il cui fausto epilogo ha chiari contorni nella scena finale del classico Disney del 1964, in cui una famiglia finalmente tripudiante canta sulle salvifiche note di "Let's Go Fly a Kite".

Il "Saving Mr. Banks" che ci confeziona il regista John Lee Hancock (già "The Blind Side" e "Alamo") è un delizioso tortino di cacao amaro dal cuore morbido, il conforto gradevole della dolcezza unita al giusto quantitativo di asprezza un po' astiosa. Con la destrezza tagliente ed ironica dei personaggi, ci svela con diletto la featurette di un racconto permeato negli affetti di molti.

Impeccabili le presenze note: Colin Farrel, Jason Schwartzman, Paul Giamatti ed un risoluto Tom Hanks confermano l'eccellenza che ci si aspetta da tali nomi, ma si accostano in silenzio alla perfezione assoluta dell'inglese Emma Thompson, nel ruolo chiave di P.L. Travers.

La Thompson ci regala la sublimità data da un'esperienza costruita nel tempo, le cui fondamenta sono state fortificate negli anni di studi teatrali della Cambridge Footlights; la mordente irascibilità della Sig.ra Travers si accosta quindi con riuscito onere ai lampi di malinconia della piccola e fragile Helen Goff.

Un tempismo comico impeccabile, l'auto controllo e la fisicità coreografica (il labbro inferiore crucciato, il sopracciglio arcuato, sempre tra l'aggressivo e il difensivo), la collocano a giusto titolo tra i grandi volti del panorama cinematografico britannico, deliziando le aspettative degli spettatori in sala.

In conclusione, per citare Adrienne Rich -poetessa statunitense- "il momento del cambiamento è l'unica poesia" ed è in effetti così; la vera trasformazione avviene quando persino il nostro io più scettico è in grado di assimilare, e accogliere, la variazione in atto, per quanto inizialmente indigesta.

Dopotutto, "con un poco di zucchero la pillola va giù" disse qualcuno a noi noto – e le parole risuonano ancora nel verbo di generazioni, eco tonante e risa cristalline dell'infanzia che fu.

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