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Al cinema con Valentina: Inside Out

Ott 10, 2015 Scritto da 

Immaginate il film più tenero che sia uscito negli ultimi mesi. Fatto? Bene. Ora immaginate che sia sotto forma di cartone, e che alcune scene strizzino l'occhio ai grandi, per far contenti anche loro. Fatto? Bene. Adesso immaginate che sia un film d'animazione, ma che tratti delle tematiche profonde e rappresenti il modo in cui un cervello umano metabolizzi certe situazioni. Fatto? Bene. Siete pronti per Inside Out, il nuovo film Disney – Pixar!

Inside Out è un film che fa sorridere dall'inizio alla fine; vuoi per i personaggi buffi e colorati, vuoi per le battute, vuoi per le scene maliziose che solo i grandi possono capire a pieno, è un film superiore alla media e raggiunge il difficile obiettivo di far divertire, in una volta sola, grandi e piccini.
La protagonista (ma non troppo, diciamo la co – protagonista) è Riley, una undicenne biondissima con la passione per l'hockey che si trova costretta ad affrontare non solo l'età pre – puberale ma anche un improvviso trasloco in un'altra città. Ogni esperienza fatta da Riley contribuisce alla sua personalità, creando le cosiddette "isole della personalità" (deliziosamente steampunk, direi) che diventano sempre più numerose e complesse man mano che RIley cresce. Le emozioni di Riley, che risiedono nel suo cervello, rappresentato come un luogo formato da un Quartier Generale ed una immensa libreria carica di informazioni, sono invece le vere protagoniste della storia: inizialmente previste in un numero maggiore di cinque, le emozioni di Riley sono Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura; ognuna con un colore ed un carattere che la contraddistingue. Sono loro a determinare la reazione di Riley ad un certo evento, prendendo il comando della "console", cioè la mente di Riley. Proprio su questo si basano la maggior parte delle critiche che ho letto; su come, cioè, gli esseri umani vengano rappresentati come una sorta di burattini i cui fili sono tirati dai famosi "omini del cervello" conosciuti anche da Homer Simpson. Devo ammettere che anche a me ha sfiorato l'idea del "controllo mentale" di cui sopra, ma subito dopo mi sono resa conto di quanto la cosa sia assurda: si parla comunque di una parte intima e pur condivisa da tutti gli esseri viventi, come solo le emozioni possono essere. Parlare di controllo mentale mi sembra il voler trovare il pelo nell'uovo a tutti i costi...

Trovo invece che Inside Out sia un film profondo, che spinge a riflettere sul come siamo fatti e su come sia importante per noi provare delle emozioni, come esse ci rendano vivi e come siano tutte egualmente indispensabili, anche quelle considerate negative. Provare sempre e solo Gioia, infatti, ci rende superficiali ed incompleti, ed è solo quando ci fermiamo a riflettere sul mondo intorno a noi, sui nostri fallimenti, su quello che stiamo per perdere, che capiamo ed apprezziamo le cose che abbiamo e cresciamo: è quando le nostre emozioni lavorano insieme che otteniamo i ricordi e le esperienze migliori.
Ho notato anche come le emozioni abbiano un ruolo ben definito da piccoli, mentre crescendo si impari a "mischiarle", e di come ogni persona abbia un'emozione che "comanda": quella di RIley è Gioia, quella della mamma è Tristezza, quella di papà è Rabbia, quelle degli altri personaggi (visibili dopo i titoli di testa del film) sono, a turno, Paura, Disgusto oppure... Caso (poi mi direte). E, a sottolineare quanto detto prima, se a "comandare" una persona sia un sentimento negativo, non è detto che la persona sia negativa.

SPOILER. Crescere significa non soltanto provare emozioni più complesse, nate dall'unione di più sentimenti, ma anche salutare piccoli amici che, inevitabilmente, vengono lasciati indietro, e che si sacrificano per permetterci di andare avanti con le nostre vite, permettendo alla Gioia di tornare a fare il suo lavoro: quando in una persona convivono solo Rabbia, Disgusto e Paura, questa finirà non solo per commettere sciocchezze ma anche per non provare più niente.

P.S. Ma se Mamma e Papà sono castani con gli occhi castani, come fa Riley ad avere capelli biondi e gli occhi azzurri...?!
P.P.S. A me i broccoli piacciono!

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