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A proposito di... Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

Apr 07, 2016 Scritto da 

Dopo ben 14 anni dall'uscita nelle sale di "Il mio grosso grasso matrimonio greco", Nia Vardalos ritorna ancora, come protagonista e sceneggiatrice, nel sequel di una delle commedie romantiche più apprezzate degli ultimi anni.

Il sequel si struttura come il suo predecessore; con le stesse scene iniziali e finali nonché lo stesso iter narrativo: la situazione di crisi ed insoddisfazione, il momento di riscatto ed infine il matrimonio, con le scene di preparazione della celebrazione e la festa con gli ospiti.
Nonostante questa soluzione possa sembrare "pigra" a me è piaciuta molto: non solo dà un senso di continuità e sicurezza allo spettatore, ma conferma quanto la Vardalos abbia creduto e creda in quello che narra, raccontando, praticamente, la storia della sua famiglia e della sua vita: anche questo film nasce, infatti, da un'esperienza privata dell'attrice/sceneggiatrice, che è diventata, nell'aprile 2013, genitore della piccola Ilaria insieme a suo marito, che si chiama, neanche a dirlo... Ian.
L'idea per il sequel le è venuto il primo giorno di scuola materna della figlia, quando la Vardalos, che piangeva a dirotto all'idea di "separarsi", dalla bambina, fu avvicinata da un'altra mamma che, forse nel tentativo di consolarla, la fece riflettere su come, dopo 13 anni, le figlie sarebbero andate via di casa per frequentare il college. "Il panico e la paura scaturiti dal pensiero che mia figlia mi avrebbe abbandonata, mi hanno fatto pensare di essere simile ai miei prepotenti e soffocanti genitori greci", confessa la Vardalos, che da qui ha preso l'ispirazione per la trama del film.

Un altro particolare che aggiunge autenticità alla serie è la scelta di richiamare l'intero cast originario, compresi i personaggi minori che, ammetto, non ricordavo ci fossero, ma che ho riconosciuto quando, la sera dopo aver visto il sequel al cinema, ho riguardato, in preda alla nostalgia, il primo capitolo "della saga". Persino Paris Miller, la figlia di Toula ed Ian, è la stessa attrice che, alla fine del "Il mio grosso grasso matrimonio greco", chiede sbuffando alla mamma perché debba andare alla scuola greca e non alla scuola statale, come tutte le altre bambine "normali".

E' stato bello rivedere le stesse facce; è stato come se dei vecchi amici mi aggiornassero sulle loro vite dopo una separazione lunga 14 anni.

Ulteriore prova di come Toula Portokalos e Nia Vardalos siano "la stessa persona" è data da un tweet dell'attrice, che, con la consueta ironia, così commentava il suo progetto: "Ora che sto vivendo la maternità mi sento pronta a scrivere un nuovo capitolo. Qualcuno penserà che ho finito i soldi, oppure che voglio baciare di nuovo John Corbett. Una delle due è vera".

Il mio giudizio finale? Seppur un po' lento all'inizio mi sento di promuoverlo con un bel 8+: ha, oltre ai pregi enumerati sopra, quello di essere adatto a tutti, anche a chi non ha visto il primo film o non se lo ricorda, sebbene si apprezzi di più la storia se si sono visti entrambi i capitoli.

Bene, anche per oggi è tutto. Io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata. Ciao!

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