“Libri e bozzetti da Elmwood Springs”: Harry Potter e la maledizione dell'Erede
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tantarobanews

“Libri e bozzetti da Elmwood Springs”: Harry Potter e la maledizione dell'Erede

Set 27, 2016 Scritto da 

Per la barba di Merlino, non so neanche da dove cominciare.

Innanzitutto parto con il dire che il presente non contiene spoiler, cerco di attenermi a quanto riporta la quarta di copertina e non scendere del dettaglio di quelle che sono state le défaillances di quest'opera (e sono tante!); leggete quindi senza timori. Non sarò io a darvi brutte sorprese, ci penserà la lettura stessa.

Esatto - i miei primi pensieri a freddo, dopo la lettura, sono stati: che-perdita-di-tempo. Partiamo dal presupposto, per chi ancora non lo sapesse, che "Harry Potter e la maledizione dell'erede" non è un romanzo e non è stato scritto da J.K.Rowling. Ripeto, non è stato scritto da J.K.Rowling. Parliamo di uno script, una sceneggiatura (una metodologia di scrittura che già di per sé è poco coinvolgente, poco accattivante e assai frettolosa) dello spettacolo teatrale che ha visto la luce a Londra questo luglio 2016, "Harry Potter and the Cursed Child". Approvato da J.K. Rowling, non scritto da J.K. Rowling: differenziare è importante.

Premesso ciò, possiamo iniziare.

Sono passati ormai diciannove anni, Voldemort è l'ombra di un passato buio e difficile da dimenticare, Harry Potter ha circa 36 anni ed è un dipendente del Ministero della Magia (Hermione ne è il Ministro, Ron dirige i Tiri Vispi Weasley). Ancora una volta il binario 9 ¾ di King's Cross apre il suo portale ai giovani studenti destinati alla scuola di magia, tra i quali su tutti spicca per la sua nomea Albus Severus Potter, secondogenito di Harry e Ginny.

Sicuramente un momento chiave nei precedenti libri, sull' Hogwarts Express si stringono le prime alleanze e si fa del sano cameratismo, prendendo posto in quella che è la temibile scala di popolarità che verrà poi inevitabilmente trasposta anche tra i corridoi della scuola. In questo script, l'amicizia più sorprendente sarà quella tra il giovane Albus Potter e Scorpius Malfoy (figlio di Draco e Astoria Malfoy). Questa è in sintesi la base di partenza di quella che considero una delle trovate commerciali peggio riuscite dell'anno; siate consapevoli che ogni qualvolta qualcuno lo chiama "l'ottavo libro di Harry Potter", un elfo delle cucine di Hogwarts muore, ed un folletto della Gringott scivola sui dobloni e si rompe un polso (quindi, ponderate le parole).

Ho letto il mio ebook, giacché mi sono rifiutata di comprare il cartaceo, con ben poche aspettative e con l'intento assoluto di non partorire confronti con i libri della saga, prendendolo come storia a sé stante. Inutile dire che ho fallito miseramente, ma davvero.. dico davvero.. i parallelismi me li han tirati fuori a forza.

Quello del confronto è un aspetto che già appare pressoché inevitabile dall' incipit a cui sopra ho accennato, dal momento che la storia riprende alla fine dell' epilogo de "I doni della morte" : Harry, Ron, Hermione, Ginny e Draco Malfoy stanno lasciando i rispettivi figli sull' Hogwarts Express.

E' il primo anno di Hogwarts per Albus Severus Potter, Rose Granger Weasley e Scorpius Malfoy. Albus Severus si rivela essere, già nelle prime pagine, un mago abbastanza mediocre e non particolarmente dotato di intelletto, senz'altro gravato dal peso della celebrità del padre che porta sulle fragili spalle e che, diciamolo, non agevola il loro rapporto. Tant'è che il primo giorno, già viene smistato in Serpeverde. Il suo migliore (e unico) amico è proprio Scorpius, che dell'arroganza del padre Draco non ha niente: è imbranato, dolce, e vive da outsider, dal momento che ha che fare con delle voci che possiamo definire non proprio piacevoli. Diciamo pure senza filtri che si sono limitati a copiare il personaggio di Ron Weasley di diciannove anni prima.

La trama che segue, non fa altro che riprendere elementi già visti precedentemente nella saga, con l'intento, immagino, di far leva sull'emotività del lettore che rivanga il tanto amato passato: e cosa c'è di meglio dei viaggi nel tempo?

Non vado oltre con la trama, perché ogni info aggiuntiva è uno spoiler ma c'è da dire che Jack Thorne, l'autore vero di questo script (lo devo ripetere ancora che il libro non l'ha scritto J.K. Rowling?) deve aver pensato di fare un calderone delle cose potteriane più amate e propinarci poi la gustosa melmaglia. Già ce lo vedo alla stesura di uno script prossimo alla scadenza dell'editore, e non ancora ultimato, tirarlo via canticchiando sadico come Pix il Poltergeist qualcosa come "Pozione Polisucco, ai beoti! Ministero e Giratempo, son già noti!/ Poi riesumo- il Torneo Tremaghi, la morte di Cedric fu senza eguali! Una lacrimuccia, faccio scendere/ se tiro fuori i morti - a buon rendere, e giù ancora Polisucco, troppo poco nominata / e magari pure Voldemort.. che trovata"!

Non siate offesi quindi da quella che è la mia opinione di accanita Potterhead, ne sentitevi attaccati da questo articolo se a voi "Harry Potter e la Maledizione dell'Erede" è piaciuto. Tuttavia non mi sento di promuovere quella che sembra essere una fan fiction a tutti gli effetti, quando altrettante forze e tempo potevano essere spesi su un prequel tanto richiesto dai fan come ad esempio quello sui Malandrini ad Hogwarts, la scuola ai tempi di James Potter, Sirius Black, Remus Lupin.

"Di solito la Mappa è mascherata come una vecchia pergamena. Per rivelare la Mappa, bisogna sfiorarla con la bacchetta magica e dire "Giuro solennemente di non avere buone intenzioni". Per mascherarla, la si deve sfiorare con la bacchetta e dire "Fatto il misfatto".
("Harry Potter e il prigioniero di Azkaban")

 

Credits immagine: "Harry Potter e i Doni della Morte", scena finale del film.

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