“Libri e bozzetti da Elmwood Springs”: L'estate in cui tutto cambiò
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“Libri e bozzetti da Elmwood Springs”: L'estate in cui tutto cambiò

Lug 18, 2017 Scritto da 

Un libro è scoperta. Un libro è crescita.

 

"Ma il problema, con le persone, è che si aspettano che tu dica certe cose in particolare e tu finisci per dire quello che si aspettano, quello che vogliono. E loro finiscono per dire quello che tu ti aspetti".

 

Maria Foster ha undici anni e vive in un mondo tutto suo. Figlia unica, quieta e sensibile, parla con le cose e gli animali, peculiarità di quasi tutti i bambini, e così continuerà a fare anche nella casa sul mare, nel Dorset, che i suoi hanno affittato quell'estate.

Case, antiche come le storie che nascondono; in questo caso molti e molti anni prima ha ospitato Harriet – una bambina che ha lasciato disseminati in un po' tutta la casa adiacente dei disegni, dei quadretti ricamati e i tanto celebri fossili della costa di Lyme Regis.

Suggestionata dal luogo e dai nuovi incontri durante quella vacanza, Maria andrà alla ricerca della storia di Harriet, una curiosità data inoltre dal fatto che quella casa parla sì della bambina, ma non racchiude neanche una della sue foto da adulta, alimentando la sensazione che possa esserle successo qualcosa di terribile.

Con il sapore dolce ed eccitante delle prime scoperte, Penelope Lively confeziona un romanzo che è una vera e propria perla condensata in poco più che duecento pagine; la protagonista, nella quale è impensabile non immedesimarsi, si ritrova nella magnificenza di una residenza vittoriana dove angoli nascosti e rifugi polverosi la fanno da padrone – e dove le più vibranti avventure sembrano essere all'ordine del giorno.

Quella che il romanzo, molto delicatamente, affronta sarà un'estate di cambiamento, crescita, sviluppo e riflessione sulla misteriosa e forse inviolabile natura e condizione del Tempo, correlata dal senso del magico dato dalle scoperte fatte in tenera età, come ad esempio il ritrovamento dei fossili della celebre costa di Lyme Regis – comprendendo per la prima volta l'evanescenza del tutto.

Veramente una deliziosa scoperta che mi ha fatto un po' pensare anche a "Strane creature" di Tracy Chevalier, ambientato nelle medesime spiagge, dove nello stupore generale vi furono trovati i mitici resti del primo plesiosauro, nelle mani di un'altra ragazzina.

Un libro intenso, seppur per ragazzi, del quale in molti si sono lamentati per la lentezza e per la poca linearità della narrazione. E' vero, è un libro di crescita verso il quale consiglio di non avvicinarsi se si cercano i grandi misteri al cardiopalma; di sensazionalismo non ce n'è. Penelope Lively con eleganza svela l'animo umano nella sua purezza e puntualità, regalandoci quella che è una storia lieve, da custodire nel cuore.

 

"Nella vita ci sono momenti di suprema piacevolezza che si assaporano al meglio in solitudine – i primi passi scalzi in un mare freddo, la lettura di certi libri, la scoperta che durante la notte ha nevicato, il risveglio nel giorno del proprio compleanno.. – e momenti, invece, la cui meraviglia si realizza appieno solo se è presente qualcun altro".

 

Credits immagine: bozzetto di Elena Torrini (copia dell'originale: When Marnie was there, Hayao Miyazaki).

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