• Facebook
  • Twitter
  • Plus
tantarobanews

Salute e Benessere

Alzheimer: scoperte 8 molecole contro malattia

Uno studio condotto dall'unità di progettazione e topologia molecolare (Dipartimento di Fisica Chimica) dell'Università di Valencia (UV), ha scoperto l'esistenza di otto molecole che potrebbero avere un ruolo nella lotta contro il morbo di Alzheimer.

Queste molecole sembrano agire attraverso un meccanismo d'azione completamente diverso da quello noto attualmente.

La loro importanza risiede nell'inibizione delle placche Beta-amiloidi (una delle cause dell'Alzheimer) e nella formazione di piccoli frammenti proteici, noti come oligomeri, che sarebbero attivi nella prevenzione delle prime fasi della malattia.

Le analisi di laboratorio sono state effettuate dalla School of Medicine del Mount Sinai di New York attraverso la direzione di Giulio M. Pasinetti, professore di neurologia e direttore del Centre of Excellence for Complementary Treatment of Alzheimer.

A questo studio hanno collaborato anche ricercatori giapponesi e nordamericani ed è stata dimostrata l'attività delle otto molecole sia in vitro che in vivo.

I risultati, pubblicati su PloS One, gettano nuove importanti basi per lo sviluppo di nuovi farmaci contro questa malattia degenerativa.

Ricercatori italiani scoprono gene coinvolto nella SLA

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del consorzio ITALSGEN, coordinati da Adriano Chiò dell'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza e dell'Università di Torino e da Mario Sabatelli dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazione con il dottor Bryan Traynor dell'NIH di Bethesda – Washington, ha identificato un gene alla base della SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica - Morbo di Lou Gehrig).

Denominato Matrin 3 e localizzato sul cromosoma 5, è stato scoperto analizzando il DNA di diverse famiglie con membri affetti dalla malattia.

Andriano Chiò spiega che "Il gene scoperto è importante perché ci aiuta a capire i meccanismi con cui si scatena la malattia, almeno nelle forme genetiche, ovvero quando si presenta all'interno della stessa famiglia".

Continua spiegando che "Matrin3 è una proteina adibita al trasporto dell'informazione genetica (RNA messaggeri) dal nucleo della cellula alle fabbriche intracellulari di proteine, i ribosomi". Quando il gene è difettoso, il trasporto non avviene più correttamente, il sistema viene compromesso con conseguente avvelenamento della cellula.

I risultati sono pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience.

Tumore del colon: scoperto interruttore coinvolto nella formazione delle metastasi

Uno studio, tutto italiano, condotto da Giorgio Stassi dell'Università di Palermo e Ruggero De Maria dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, ha scoperto la presenza di un interruttore sulle cellule staminali del tumore del colon attraverso cui le cellule maligne migrano nel corpo della persona malata dando luogo alla formazione di metastasi.

De Maria ha spiegato che "Lo studio segue la scoperta, realizzata sempre dal nostro gruppo pochi anni fa, dell'esistenza di cellule staminali del tumore del colon, polmoni e tiroide. Abbiamo ora individuato le staminali che formano le metastasi e i meccanismi che permettono loro di migrare attraverso i vasi sanguigni e linfatici riproducendo così il tumore in un'altra sede".

La formazione delle metastasi è causata dalla presenza di un recettore cellulare, il CD44v6 che, una volta disattivato, blocca la capacità del tumore di formare queste metastasi.

Questi risultati, pubblicati su Cell Stem Cell, forniscono una speranza per la produzione di farmaci che potrebbero apportare benefici per il paziente e per la cura del tumore del colon.

La ricerca è stata possibile grazie all'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) attraverso i finanziamenti del programma "5 per mille".

 

Credits foto: ansa.it

Scienza: ricavate proteine e fattori di crescita dalle staminali

I ricercatori dell'Istituto Carlo Besta di Milano hanno ricavato proteine e fattori di crescita da cellule staminali, che sono stati in grado di riformare più velocemente e in modo naturale vasi sanguigni e tessuti del corpo.

Eugenio Parati, direttore del Dipartimento di neuroscienze cliniche dell'Istituto Neurologico Carlo Besta, ha dichiarato: "Si tratta di un approccio del tutto nuovo all'uso delle cellule staminali. Infatti, invece di usarle direttamente come una sorta di panacea capace di diventare qualsiasi tipo di cellula e così riparare ogni tipo di danno all'interno del corpo, le abbiamo utilizzate come produttrici di molecole attive, una sorta di capsule che contengono più farmaci, senza la necessità di trapiantarle nel corpo".

Continua Parati: "Abbiamo realizzato una vera e propria terapia cellulare senza l'impiego di cellule direttamente innestate sul soggetto trattato. Ciò ha portato grandi vantaggi: pratici, perchè possiamo riutilizzare più volte le stesse staminali, medici, perchè trattandosi solo di molecole non ci sono ne' problemi di rigetto ne' problemi etici. Si tratta di una sperimentazione in laboratorio e non ancora di una terapia: per arrivare all'impiego nella pratica clinica saranno necessari alcuni anni"

La tecnica utilizzata sfrutta la capacità di piccole strutture, chiamate scaffolds, di assorbire molecole utili e importanti una volta immerse nelle staminali, molecole che poi rilasceranno quando saranno collocate nella lesione di interesse. Nel caso di questo studio si è analizzato il tempo di guarigione di ferite croniche, come l'ulcera diabetica che, con questa tecnica, ha avuto un tempo di cicatrizzazione fino a due volte inferiore rispetto al processo normale.

I risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Stem Cell Research & Therapy.

Lo studio è stato realizzato dall'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, in collaborazione con l'Universita' di Perugia e l'Innovhub-SSI di Milano.

Autismo: un farmaco sembra correggere il disturbo

Uno studio condotto dagli scienziati dell'Istituto Mediterraneo di Neurobiologia a Marsiglia, ha scoperto che nella genesi dell'autismo è coinvolto un eccesso di ione cloruro nei neuroni e che, correggendo questo difetto, la malattia sembra regredire.

L'esperimento è stato condotto su topi da laboratorio: agli animali malati è stato somministrato un farmaco, un diuretico, che ha corretto il disturbo autistico sia al momento del parto (le topoline gravide sono state trattate con il farmaco in questione), sia agendo direttamente sui topolini malati.

Questi risultati, pubblicati su Nature, gettano le basi per sviluppare nuove terapie per l'autismo.

 

Credits foto: ansa.it

Ricerca: utilizzate staminali per curare malattia neurologica

Il team di Giancarlo Comi del dipartimento di Neurologia del San Raffaele di Milano, insieme a Fabio Ciceri dell'Ematologia, ha eseguito un trapianto di staminali per curare una gravissima malattia del sistema nervoso, la neuromielite ottica (conosciuta anche come sindrome di Devic).

Il trapianto, effettuato da donatore, ha riscosso grande successo: a due anni di distanza dall'intervento, la malattia non si è più ripresentata.

Giancarlo Comi spiega che "la neuromielite ottica o sindrome di Devic è una malattia infiammatoria del sistema nervoso a genesi autoimmune. In passato era considerata una variante della sclerosi multipla particolarmente aggressiva, ma oggi è riconosciuta come una malattia a sé stante. Porta nella maggioranza dei casi a un rapido accumulo di disabilità, e diversi trattamenti sono stati fatti senza successo. Dopo il trapianto di midollo, che contiene cellule staminali, la malattia si è arrestata, i deficit neurologici sono parzialmente regrediti e dopo più di due anni non vi è alcun segno di riattivazione del processo morboso".

La procedura al momento si è rivelata sicura, non ci sono state complicanze gravi per il paziente trattato, facendo sperare che, anche se al momento la tecnica è stata applicata su un numero limitato di persone affette da questa malattia, "in futuro il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche potrebbe essere una strategia efficace in forme della malattia che non rispondono ad altri trattamenti".

HomeSalute e Benessere Top of Page

Articoli più letti

PILLOLE TRN ON AIR