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Salute e Benessere

Ricerca: scoperta molecola che può disarmare il cancro

Dopo 30 anni di ricerche è stata scoperta una molecola che neutralizza la proteina mutata K-Ras, presente in tre casi di tumore su dieci.

Il gene K-Ras, che produce la proteina mutata, risulta essere coinvolto nel 90% dei tumori del pancreas, nel 40% in quelli del colon e nel 20% in quelli al polmone.

La "cattiveria" di questa proteina è che può assumere molte forme a seconda del tipo di mutazione da cui origina.

Kevan M. Shokat, insieme al suo gruppo di ricerca dell'Università di San Francisco, ha disegnato una molecola che può inserirsi in una piccola tasca che compare per un breve periodo di tempo sulla superficie della proteina mutata (la cui presenza è stata associata, per il 7% dei casi, al tumore al polmone).

In questo modo è stato possibile inibire l'azione della proteina K-Ras mutata senza agire su quella normale presente nelle cellule sane.

Questa importantissima scoperta fornisce le basi per lo sviluppo di farmaci che potrebbero aiutare la lotta contro i più comuni e aggressivi tipi di cancro.

Credits foto: ansa.it

Una singola dose di insulina aiuta funzioni cognitive in pazienti diabetici

Il Diabete di tipo 2 è una malattia metabolica con un alto livello di glucosio in un contesto di insulino-resistenza. Si differenzia dal Diabete di tipo 1 in cui invece l'insulina è assente per la distruzione delle isole di Langherans del pancreas.

E' noto ormai da anni che esiste una stretta relazione tra questo tipo di diabete (il 2) e l'insorgenza di malattie quali il morbo di Alzheimer e demenza vascolare, per le quali non sono note ancora cure specifiche.

E' per questo motivo che i risultati di questo studio, pubblicati si Diabetes Care, possono fornire una speranza nel migliorare le funzioni cognitive dei pazienti diabetici.

I ricercatori del BIDMC (Beth Israel Deaconess Medical Center) hanno osservato che l'uso di una singola dose intranasale di insulina, ha effetti positivi in quanto questa, nel cervello, regola i segnali e le connessioni tra i neuroni, regolando anche le funzioni vascolari.

Lo studio ha visto la partecipazione di 15 pazienti diabetici e 14 persone sane, suddivisi casualmente in due gruppi: al primo gruppo è stata somministrata una dose di insulina, al secondo una soluzione salina.

I risultati hanno dimostrato che l'ormone migliora l'apprendimento in soggetti diabetici e in soggetti sani.

Vera Novak, l'autrice principale dello studio, ha commentato: "Abbiamo osservato sia nei soggetti sani che nei pazienti con diabete che vi è stato un miglioramento sia dell'apprendimento verbale che nell'apprendimento visivo-spaziale e la memoria dopo aver ricevuto l'insulina".

Ciò vuol dire che la somministrazione di questo ormone, che non ha evidenziato effetti avversi, potrebbe aprire la strada per aiutare i pazienti diabetici che più precocemente di altri sviluppano il morbo di Alzheimer.

 

Credits foto: salute.agi.it

Ricerca: contro il cancro allo stomaco un peptide derivato dal latte vaccino

Uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Animali della National Ilan University e coordinato dal dottor Wei-Jung Chen, ha scoperto che una parte del peptide Lattoferricina B25 (derivato dal latte vaccino) può contrastare il cancro allo stomaco uccidendo le cellule tumorali.

Spiega il dottor Chen: "Il cancro gastrico è una delle cause più comuni di mortalità correlata al cancro in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi asiatici. In generale, le principali terapie curative per il cancro gastrico sono la chirurgia e la chemioterapia, che hanno generalmente successo solo se il tumore è diagnosticato in una fase precoce. Nuove strategie di trattamento per migliorare la prognosi sono pertanto urgentemente necessarie".

I risultati sono pubblicati sulla rivista Journal of Dairy Science e suggeriscono il probabile utilizzo del peptide come agente terapeutico contro questo tipo di cancro.

Credits foto: liquidarea.com

Ricerca: scoperta proteina chiave nella lotta contro il cancro

I ricercatori del College of Life Sciences di Dundee, guidati dal Professor Jason Swedlow, hanno condotto uno studio in cui è emersa l'importanza di un fattore nello sviluppo tumorale.

Le cellule tumorali necessitano di una proteina, Bod1, per crescere e dividersi. Se questa viene eliminata, le cellule perdono il controllo relativo alla divisione cellulare e muoiono.

Inoltre Bod1 è coinvolta nel controllo di un regolatore della divisione cellulare, PP2A e si pensa che interrompendo questa interazione si possano avere dei risultati ancora più incoraggianti per quello che riguarda la lotta ad alcuni tipi di tumore.

Spiega il Professor Swedlow: "Questa è una scoperta emozionante di un nuovo meccanismo per controllare in che modo le cellule si replicano e dividono il loro genoma. Sappiamo che Bod1 controlla l'attività di un regolatore critico della divisione cellulare. Nei prossimi progetti definiremo il suo potenziale come terapia del cancro".

I risultati sono pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Credits foto: madimagazine.it

Ricerca: scoperti nuovi geni associati all'Alzheimer

Sono stati scoperti 11 nuovi geni associati al morbo di Alzheimer che potrebbero avere un ruolo importante nello sviluppo della patologia.

La ricerca (i cui risultati sono pubblicati su Nature Genetics) è nata dalla collaborazione dell'Università di Firenze con i principali consorzi europei e americani del settore.

Tra gli autori del progetto figurano Benedetta Nacmias, ricercatore in neurologia e Sandro Sorbi, ordinario di neurologia (entrambi della struttura fiorentina).

Lo studio ha mostrato come alcuni di questi geni siano coinvolti nel funzionamentodell'ippocampo, la prima area cerebrale che si altera a causa dell'Alzheimer.

"Si tratta, in tutti i casi, di meccanismi - ha spiegato Nacmias - che hanno un ruolo importante nei processi che possono portare a neurodegenerazione. Ulteriori studi sono necessari per caratterizzare queste varianti dal punto di vista funzionale, per chiarire la loro associazione con il rischio di malattia e per definire meglio il loro ruolo nella fisiopatologia dell'Alzheimer".

Continua Sorbi: "Questi nuovi dati forniscono nuovo impulso alla ricerca, suggerendo indicazioni anche per lo sviluppo di strategie terapeutiche"

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Credits foto: ansa.it

Ricerca: scoperta proteina coinvolta nel gliobastoma

Uno studio tutto italiano, nato dalla collaborazione tra Michele Mazzanti del Dipartimento di Bioscienze dell'Università Statale di Milano e Giuliana Pellicci dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ha sottolineato l'importanza di una proteina nel gliobastoma al cervello, forma tumorale purtroppo ancora senza cure e molto aggressiva.

La proteina è CLIC1 (Chloride Intracellular Channel 1): è stato dimostrato che abolendo la sua funzione o riducendone l'espressione attraverso silenziameno genico, le cellule tumorali sono fortemente indebolite.

Questi risultati (pubblicati sul Journal of The National Cancer Institute) fanno sperare sulla possibilità di utilizzare la proteina come possibile target terapeutico nel gliobastoma, nonostante debbano essere condotti ancora moltissimi studi per individuare il modo in cui CLIC1 partecipi allo sviluppo del tumore.

 

Credits foto: ansa.it

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