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Salute e Benessere

Ricerca: risvegliate le ovaie di una donna sterile

Una donna di 30 anni, ritenuta sterile, ha dato alla luce un bambino grazie ad una tecnica sperimentale che consiste nella rimozione delle ovaie e nel trattarle in laboratorio per risvegliare la loro capacità riproduttiva così da poterle reimpiantare nella donna.

La notizia viene dal Giappone. La donna soffriva di insufficienza ovarica primaria (menopausa prematura) e la tecnica è stata descritta dal dottor Kazuhiro Kawamura della St. Marianna University School of Medicine di Kawasaki, in un rapporto pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Attualmente, un'altra donna è incinta.

Lo studio prevede numerose altre ricerche, specie perchè non tutte le pazienti hanno avuto un esito positivo: alcune non sono riuscite a rimanere incinte, altre hanno avuto un aborto. La speranza è che si possa arrivare ad aiutare anche donne di 40 anni, che non riescono a rimanere incinte.

 

Credits foto: ansa.it

Vitamina B contro l'ictus

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori cinesi dell'Università di Zhengzhou, ha sottolineato come un adeguato apporto di Vitamine del gruppo B sembrerebbe ridurre il rischio di ictus.

La Vitamina B è importante per lo sviluppo e per mantenimento delle strutture del nostro sistema nervoso, oltre che essere coinvolta in molti processi metabolici. La ritroviamo specialmente in alimenti quali carne, pesce, latte e derivati, cereali integrali e vegetali a foglia verde.

Gli studiosi hanno analizzato circa 53.000 partecipanti, mettendo a confronto risultati derivanti da un opportuno utilizzo di Vitamina B rispetto a quelli derivanti dall'uso di basse dosi della stessa o a un placebo. I pazienti sono stati seguiti per un minimo di 6 mesi dimostrando che coloro che assumevano più Vitamina B erano meno propensi allo sviluppo della malattia. In particolare il rischio era ridotto del 7% e, soprattutto, ciò era legato all'assunzione di Vitamina B attraverso la dieta e non tramite integratori (i quali non avevano invece alcun effetto).

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Neurology, dove è chiarito come, tuttavia, le diverse forme di Vitamina B, da sole, non sempre hanno mostrato di ridurre il rischio di ictus.

Spiega Xu Yuming, principale autore dello studio: "Sulla base dei nostri risultati, la capacità della vitamina B di ridurre il rischio di ictus può essere influenzata da una serie di altri fattori come il tasso di assorbimento del corpo, la quantità di acido folico o la concentrazione di vitamina B12 nel sangue. Ma anche se una persona soffre di una malattia renale o ha la pressione alta".

Ricerca: scoperti Anticorpi contro proteine coinvolte nell'Alzheimer

La ricerca continua a darci speranze.

Uno studio, condotto da David Holtzman e Marc Diamond della Washington University School of Medicine di St. Louis, ha identificato degli Anticorpi che potrebbero essere coinvolti nella prevenzione dell'accumulo delle "proteine tau", presenti, tra gli altri, in chi soffre del morbo di Alzheimer.

I risultati sono pubblicati sulla rivista Neuron.

Spiega Holtzman: "Abbiamo scoperto, in un modello murino, degli Anticorpi-tau che possono ridurre fortemente l'accumulo delle proteine tau e migliorare le funzioni cognitive nella malattia degenerativa chiamata demenza fronto-temporale.Patologie simili a questa, causate dalle tau, sono per esempio il morbo di Alzheimer: dunque potrebbe profilarsi un trattamento per un gran numero di pazienti".

 

Una speranza per gli affetti dal morbo di Parkinson

Le cellule staminali ottenute da cellule adulte di una scimmia possono essere trasformate in neuroni dopaminergici (la cui perdita è alla base del morbo di Parkinson) e successivamente trapiantate nel cervello dell'animale stesso, senza reazione di rigetto. Parliamo di "cellule staminali pluripotenti indotte": cellule che possono essere prelevate dalla cute e che sono riprogrammate per essere riportarte allo stadio di staminali simili a quelle embrionali.

Questi i risultati di uno studio Jun Takahashi dell'Universita' di Kyoto, pubblicato sulla rivista Stem Cell Reports.

Purtroppo è solo uno studio preliminare, le ricerche e le sperimentazioni saranno ancora lunghe, ma offrono una speranza non solo per chi è affetto dal Parkinson: ci si prospetta infatti che pazienti con varie malattie possano ottenere una terapia cellulare grazie al prelievo di cellule prelevate da essi stessi e che, attraverso vari passaggi, possano essere trasformati nei diversi tipi cellulari a seconda della patologia da curare.

 

Staminali da liquido amniotico efficaci contro ictus

Ormai è risaputo il grande potenziale delle cellule staminali nella ricerca. Sempre più scoperte derivano da esperimenti condotte con esse. L'ultima buona notizia riguarda le cellule staminali provenienti dal liquido amniotico.

Si parla di cellule adulte e quindi libere da qualsiasi restrizione etica che lega invece quelle embrionali. 

I ricercatori della Scuola di Scienze Biomediche dell'Università Monash di Melbourne hanno condotto degli esperimenti su topi da laboratorio colpiti da ictus, trovando un riscontro positivo da parte delle staminale di trattate la patologia. Proprio per questo sono ora pronti a spostare la sperimentazione sull'uomo.

 

Credits foto: ansa.it

 

Sla, proteina mutata interferisce con riparazione DNA

E' stato pubblicato uno studio da parte degli scienziati del Massachusets Institute of Technology secondo il quale tra le cause della Sclerosi Laterale Amiotrofica ci sarebbe una mutazione a carico di una proteina, Fus (Fused In Sarcoma) che ha un ruolo chiave nella riparazione del DNA.

La Sla è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla distruzione dei neuroni responsabili del controllo del movimento dei muscoli. I neuroni, a differenza delle altre cellule del corpo, non sono rimpiazzati frequentemente e quindi possono causare un grave danno al DNA.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, ha dimostrato che i pazienti affetti da Sla presentano nei neuroni la forma mutata della proteina Fus, impedendo quindi la riparazione del DNA.

Questa scoperta getta le basi per lo sviluppo di farmaci in grado di promuovere la riparazione del materiale genetico.

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