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Salute e Benessere

Sclerosi Laterale Amiotrofica: studio scopre killer dei neuroni del movimento

Uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle Scienze (Pnas) ha dimostrato l'esistenza di un "killer molecolare" che uccide i neuroni del movimento in pazienti colpiti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla).

Nella Sla si ha, infatti, una graduale perdita di questi neuroni che porta a paralisi.

E' stata dimostrata la presenza di una proteina mutata (SOD1) che è coinvolta nella formazione di un vero e proprio "aggregato killer" formato dall'unione di 3 di queste proteine SOD1 che uccide i neuroni motori.

Questa scoperta è molto importante perché getta le basi per lo sviluppo di farmaci che siano in grado di bloccare la formazione di questi aggregati e, quindi, il progredire della malattia.

Elizabeth Proctor, che ha coordinato lo studio, spiega che "Si tratta di un importante passo avanti perché finora nessuno aveva capito esattamente quali interazioni tossiche fossero la causa della morte dei neuroni motori nei malati di Sla. Conoscere la forma di queste strutture ci permetterà di ideare nuovi farmaci, per bloccarne l'azione o prevenirne addirittura la formazione".

Il Diabete uccide più dell'AIDS, Malaria e Tubercolosi

In occasione della Giornata Mondiale del Diabete (che si terrà domani 14 Novembre), sono stati resi pubblici gli impressionanti numeri di mortalità relativi a questa patologia.

Il diabete, secondo quanto riportato dall'International Diabetes Federation (Idf) durante la settima edizione di Idf Diabetes Atlas, causa 5 milioni di morti all'anno nel mondo, che rappresentano più della somma delle vittime di AIDS, malaria e tubercolosi (3,6 milioni)

Le prospettive pe il futuro non sono poi per nulla rassicuranti.

Attualmente un adulto su 11 ha il diabete. Secondo l'Idf entro il 2040 sarà 1 adulto su 10 ad essere malato, per un totale di 643 milioni di casi nel mondo.

Enzo Bonora, presidente della Societa Italiana di Diabetologia, spiega che: "I casi aumentano soprattutto perché viviamo in un ambiente 'diabetogenico'. La vita moderna fa sì che la sedentarietà imperi e che ci sia un accesso illimitato al cibo. Lo stress della vita moderna inoltre induce a ricercare delle "ricompense". E quella di più facile accesso è il cibo ad elevato contenuto di calorie. Questo eccesso porta, se non all'obesità, almeno al sovrappeso, condizione che aumenta il rischio di diabete. Inoltre l'allungamento della vita media e l'aumento della popolazione anziana presenta un progressivo deterioramento di tutte le funzioni fisiologiche, comprese quelle relative al controllo glicemico".

Un ruolo importantissimo spetta all'alimentazione. Come spiega ancora Bonora: "Oggi quasi tutti introducono giornalmente un numero di calorie più alto di quello che dovrebbero in considerazione della attività fisica che svolgono; il bilancio energetico positivo fa aumentare di peso e questo predispone al diabete. Il primo consiglio per prevenire è quindi ridurre le calorie, mangiando ogni giorno un po' meno. Molti studi hanno dimostrato che alcuni alimenti proteggono dal diabete: la verdura e il pesce, mentre altri lo favoriscono (zuccheri semplici, grassi). In realtà si può mangiare tutto, basta non esagerare con le quantità".

Come sempre, investire nella ricerca sarebbe un buon modo per effettuare ulteriori studi e dare maggiore sostegno a chi soffre di questa e altre patologie.

Coclude Bonora dicendo che: "Il trapianto di cellule staminali è ancora acerbo ma promettente. Non è possibile dire con certezza tra quanto tempo arriverà alla pratica clinica corrente. Diverso il discorso del pancreas artificiale, che è in fase molto avanzata di sviluppo e l'Italia è all'avanguardia con un centro che opera a Padova. In tempi recenti il pancreas artificiale è uscito dal guscio protettivo dell'ospedale e alcuni pazienti lo hanno sperimentato a casa propria con buoni risultati sul controllo della glicemia. Non è ancora perfetto ma non è lontano il momento in cui questa strategia terapeutica sarà disponibile. Credo che potrà essere di più largo accesso e utilizzo rispetto al trapianto di isole o di cellule staminali".

Spina bifida, ricercatori italiani scoprono nuovi geni responsabili

Uno studio condotto dall'UOC di Neurochirurgia dell'Istituto Gaslini di Genova, in collaborazione con il CHU di Sainte-Justine Research centre di Montreal, ha scoperto dei nuovi geni responsabili della spina bifida, una malformazione neonatale, la più conosciuta per quello che riguarda il tubo neurale (struttura embrionale da cui si formano il cervello e il midollo spinale).

Gli studiosi hanno esaminato il DNA di bambini affetti da spina bifida e il DNA dei genitori sani, allo scopo di identificare nuove mutazioni implicate nel processo, quindi non quelle ereditate.

Oltre ad aver individuato 5 mutazioni a carico di geni già noti avere una responsabilità, in modelli animali, nella spina bifida, hanno scoperto 42 mutazioni de novo e, in particolare, un eccesso di mutazione del gene SHROOM3 che codifica per una proteina che ha un ruolo chiave nella corretta chiusura del tubo neurale.

Valeria Capra, coordinatrice del progetto, spiega che "L'identificazioni di nuovi geni ci permetterà di chiarire, nel tempo, tutti i meccanismi biologici, ancora in gran parte sconosciuti, che portano all'insorgenza della spina bifida e per mettere a punto nuove e più mirate strategie di prevenzione primaria, mediante individuazione degli individui con più alto rischio dell'insorgenza di queste malformazioni. La conoscenza delle basi genetiche della Spina Bifida permetterà la creazione di pannelli di screening nella popolazione a rischio e nelle coppie fertili e ci auguriamo di poter inoltre individuare nuovi target terapeutici di prevenzione, oltre all'uso già efficace dell'acido folico".

I risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Journal of Medical Genetics.

HIV, ricercatori italiani scoprono dove il virus si nasconde nelle cellule

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Icgeb (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) di Trieste, ha scoperto dove il virus dell'HIV si nasconde nelle cellule.

La caratteristica del virus dell'AIDS è quella di trasferire alle cellule infettate il proprio DNA e l'attenzione degli scienziati si è focalizzata sul perché vengano scelti solo alcuni geni per l'integrazione e non altri.

Hanno quindi scoperto che il virus integra il proprio materiale genetico in corrispondenza dei pori nucleari, vicino la membrana esterna che delimita il nucleo.

Mauro Giacca, il direttore del Centro di Medicina Molecolare che ha guidato lo studio, spiega che "È come quando entriamo in una sala cinematografica al buio. I posti più comodi sono quelli più lontani, ma i più facili da raggiungere sono quelli vicini alle porte, ed è proprio lì che ci accomodiamo. Allo stesso, inserendosi nei geni più prossimi alle porte d'ingresso del nucleo cellulare, la probabilità che il virus si nasconda ai farmaci diventa più alta. Questo è il motivo per cui oggi riusciamo a rallentare la progressione verso l'Aids, ma non a eliminare del tutto l'infezione".

Avendo reso più "visibile" il virus, la scoperta apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci con un'azione più mirata.

Lo studio è pubblicato sul sito di Nature.

 

Credits foto: ansa.it 

Ricerca, scoperta molecola che frena la formazione del cancro

Uno studio condotto dal Professor Alberto Mantovani e finanziato da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), ha scoperto che la molecola PTX3, molecola dell'immunità innata, ha un ruolo determinante nel frenare la formazione del cancro agendo sulla risposta infiammatoria, tenendola cioè sotto controllo.

Si tratta di un meccanismo nuovo, che differisce da quello degli altri oncosoppressori studiati e scoperti fino ad oggi, che invece agiscono sulla cellula tumorale.

Il professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas nonché docente di Humanitas University spiega che "Per capire l'importanza di questo studio, che ha coinvolto molti medici e ricercatori di Humanitas, in collaborazione con prestigiosi istituti internazionali, bisogna ricordare quali sono le caratteristiche che connotano come "tumorale" una cellula: se la paragoniamo ad un'automobile, avere l'acceleratore sempre schiacciato (gli oncogeni attivi) e i freni che non funzionano (gli oncosoppressori)".

"Altra caratteristica fondamentale della cellula tumorale è il suo essere inserita in una 'nicchia ecologica particolare: un microambiente infiammatorio nel quale e grazie al quale cresce e prolifera".

Continua Mantovani: "Le nostre ricerche hanno evidenziato che in alcuni tumori (colon, pelle e un tipo di sarcomi) Ptx3 viene come 'spenta' precocemente, nel colon allo stadio di tumore benigno (adenoma). Questo spegnimento toglie i freni a una cascata di mediatori dell'infiammazione detta 'complemento. E così "il tumore recluta i macrofagi, che ne promuovono la crescita e l'instabilità genetica. Si tratta di una scoperta inattesa, da cui ci aspettiamo importanti implicazioni sul fronte clinico".

Lo studio è pubblicato su Cell.

 

Credits foto: salute.ilgiornale.it

Molecola del peperoncino previene l'aumento di peso

Uno studio condotto dalla University of Wyoming (Stati Uniti), ha dimostrato che la capsaicina, molecola contenuta nel pepperoncino, può avere un ruolo determinante nella prevenzione dell'accumulo di grasso.

Il nostro organismo è formato da due tipi di grasso: quello bianco che è necessario per produrre energia e quello bruno fondamentale nel processo di termogenesi. A livello di queste cellule ci sono dei recettori a cui può legarsi la capsaicina.

Lo studio è stato condotto somministrando una dieta ricca di lipidi a due gruppi di topi. Ad uno di questi due gruppi è stata somministrata anche la capsaicina.

I risultati hanno dimostrato che il gruppo che aveva ricevuto la molecola, rispetto all'altro, tendeva ad accumulare meno peso perché il grasso bruno era bruciato grazie all'effetto della capsaicina, stimolando quindi la termogenesi.

La ricerca è stata presentata al 59esimo congresso annuale della Biophysical Society a Baltimora.

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