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Sport

Il gioco del futuro

Il gioco del futuro

Giu 01, 2016 Scritto da

Chi non ha mai immaginato di trovarsi in un contesto futuristico? In una piena battaglia in perfetto stile Star Wars, con arene labirintiche e tecnologiche, con fucili laser pronti ad essere utilizzati per neutralizzare ogni minaccia nemica. Non si tratta di uno sparatutto del mondo video ludico e neanche di un effetto speciale creato da produttori cinematografici, ma un'esperienza da vivere sulla pelle in prima persona. "Laser Game" è il nome del gioco del futuro, ma che può viversi benissimo nel presente, è realtà. Per molti questo passatempo si è trasformato in qualcosa simile ad uno sport che prevede un gioco di squadra molto dinamico, degno di molte altre attività note e piene di strategia.

Il progetto degli ideatori si concretizzò nel 2007 quando al Q-Zar Codevilla (PV), si tenne il 1° Torneo Nazionale Q-Fun al quale aderirono diverse città Italiane. Da quell'edizione ogni volta, il Torneo Nazionale cambia location, per permettere ai giocatori di testare nuove arene e per avvicinarsi in modo equo a tutte le arene sparse sul territorio italiano, che ad oggi sono più di 30.

Per aumentare il prestigio della competizione e del gioco stesso, per la prima volta verrà ospitato in Italia il World Championship. Questo evento consiste nel radunare ogni anno i migliori giocatori del mondo. Gara che vedrà confrontarsi giocatori provenienti dagli USA, Ecuador, Irlanda, Inghilterra, Galles e Russia. Ovviamente anche l'Italia ha la propria rappresentativa gli "Italian Hurricanes" il nostro team nazionale composto dai migliori 13 giocatori italiani.

Tali eventi si svolgeranno al Q-Zar Codevilla (PV) in via Strada Nuova 44, da Giovedì 2 Giugno a Domenica 5 Giugno.

Nelle giornate del 2, 3 e 4 Giugno ci saranno le eliminatorie di tutte le categorie presenti.

Domenica 5 si disputeranno le fasi finali che concluderanno l'evento con la premiazione.

(VALE-ncia) fate largo, devo passare!

Sembra una di quelle scene tratte da film, dove c'è sempre qualcuno che cerca di barare, qualcuno che gioca sporco per ostacolare il buono di turno. Così il buono viene addirittura squalificato, i cattivi la fanno franca per andare ad aggiudicarsi alla grande il premio nella determinata situazione, anche se però poi in genere il piano diabolico salta, perché devono essere i buoni a trionfare.

Il caso che ha coinvolto Valentino Rossi sembra abbastanza simile, se la prospettiva è quella italiana, dove si tifa senza alcun dubbio il "Dottore", ma l'altra faccia viene rappresentata dalla stampa spagnola, dove è il pilota italiano ad essere preso di mira in tutti i modi e colpevolizzato.

In realtà qui non esistono buoni o cattivi, la verità sta nel mezzo, ci sono sensazioni emotive che vengono toccate durante delle curve percorse ad una velocità che supera quasi il nostro pensiero ed è per questo difficile da giudicare. In ogni competizione c'è la provocazione, lo scontro e il dibattito che ne consegue, e qui ci sono tutti i fattori citati.

Sembra ingiusta la sola squalifica a Valentino, sarebbe stato più giusto dividere le colpe. Ora è l'attesa a farla da padrone, proprio ora che gli schemi sono saltati per la curiosità di capire se qualche altro pilota farà passare sul serio Rossi, se è tutto già scritto, se esistono i miracoli, e potremmo continuare ancora.

La vera sconfitta sarebbe non correre, Rossi deve farlo, deve andare a tutto gas, perché la vera sorpresa ora sarebbe vincerlo il mondiale. Quello degli altri sarà già infangato e sporcato da questa macchia.

Vale..
Lo sai che gusto avrebbe invece vincerlo adesso?!

Per toccare il cielo bisogna volare

La malattia che storicamente ci impongono di avere i media è quella del paragone. Da anni ripetiamo i soliti confronti tra i grandi del passato e quelli attuali, mettendo sotto la lente di ingrandimento i numeri e le statistiche che interessano il faccia a faccia tra i due campioni.

Trascuriamo però, molto spesso, il complesso e la personalità degli uomini che confrontiamo, limitandoci ad analizzare i loro record e dimenticando il loro valore globale nell'ideale collettivo. L'ultimo scontro è tra Kobe Bryant e Michael Jordan, perché il primo ha raggiunto e superato MJ come numero di punti fatti, o meglio canestri messi a segno (32.310) numeri che sicuramente fanno riflettere, innescando per alcuni la caduta al trono del mito che indossava la casacca numero 23.

Ognuno ha il suo punto di vista, ognuno guarda e interpreta lo sport e il mondo in maniera diversa, ma ci sono delle circostanze in cui il solo calcolo matematico dei punti realizzati non può superare la grandezza a 360° di un qualcosa di troppo grande. Michael, con il noto baffo legato alla famosissima marca di scarpe e abbigliamento sportivo, è diventato l'uomo dello sponsor in assoluto, con una fama gigantesca. Basta pensare che ha indirettamente costretto ad una produzione di sotto marca che porta il suo nome, quello stesso nome che ad un certo punto della sua carriera sembrava essere diventato ancora più forte della federazione, aveva lasciato per il Baseball, era diventato ancora più grande dell'NBA.

Ai tempi della "Mano de Dios", i calciatori dell'Argentina dipendevano fermamente ed emotivamente dal loro numero 10, perché leggende come Diego erano più forti della pressione, erano più grandi della storia del loro paese che cercava di stritolarli, tutto questo a loro dava forza. Messi subiva psicologicamente gli incontri difficili all'ultimo Mondiali, molti dei suoi compagni lo hanno dichiarato, sentiva la pressione e questo fa di lui un comune mortale.

Per superare una leggenda, non devi sanguinare. Per toccare il cielo, bisogna volare. Le ali li rendono stupefacenti. I record sono fatti per essere superati, qualcuno prima o poi ci riuscirà, ma, per imprimere un concetto di superiorità nel pensiero dell'uomo, bisogna veramente fare la storia.

"I limiti, come le paure, spesso sono solo un'illusione.." (Michael Jordan)

Rugby, Test Match: Buona Italia per un'ora, ma vince il Sudafrica

Il novembre di Test Match si è chiuso per l'Italrugby col bilancio di una vittoria e due sconfitte, l'ultima delle quali maturata oggi a Padova contro il Sudafrica per 6-22. Gli Azzurri, in un "Euganeo" stracolmo, hanno tenuto botta egregiamente ai due volte campioni del mondo sudafricani almeno fino a venti minuti dal termine, perdendo poi di costanza nel finale a causa della stanchezza, meno avvertita dagli Springboks maggiormente abituati a giocare ad alti livelli con una certa frequenza. A dimostrazione della bontà della prova italiana per due terzi di gara il punteggio finale del primo tempo, chiusosi col Sudafrica avanti di sole 2 lunghezze, 6-8, per effetto di due piazzati di Haimona per gli Azzurri e di un piazzato di Lambie e la meta di Oosthuizen per gli ospiti. Nella ripresa l'Italia ha continuato a mostrare buone cose provando ad impensierire la sempre sicura difesa degli Springboks che però, sornioni, dopo aver fatto sfogare più volte gli Azzurri in azioni prolungate che difficilmente sono giunte fin nei 22 avversari, hanno costruito due contropiede da applausi, finalizzati da Reinach - successivamente per il numero 9 sudafricano arriverà anche il titolo di MVP del match - e, allo scadere, da Habana, con entrambe le mete trasformate da Pollack per il 6-22 conclusivo. Per rivedere all'opera la nazionale di coach Brunel e capitan Parisse occorrerà ora aspettare febbraio con l'inizio del Sei Nazioni, mentre gli Springboks concluderanno il loro tour europeo solo sabato prossimo col match di Cardiff contro il Galles.

Rugby, Test Match: a Genova Argentina di misura sugli Azzurri

Non è riuscito il bis a Sergio Parisse e compagni, una settimana dopo la vittoria contro Samoa. Al "Luigi Ferraris" di Genova gli Azzurri sono stati battuti per 18-20 dall'Argentina. Una sconfitta che lascia molto rammarico considerando la buona prestazione italiana specie nel primo tempo, dominato per 39 minuti ma chiusosi con la meta argentina ad opera di Amorosino, giunta al termine di una azione insistita dei nostri avversari nata da un errore di Edoardo Gori. Questa marcatura, che è valsa ai sudamericani il -2 dagli Azzurri (12-10), ha cambiato l'inerzia della partita che fin lì l'Italia aveva controllato e meritato di condurre difendendo in modo deciso e ordinato e costringendo più volte al fallo gli avversari, puniti per ben 4 volte dalle pedate di Kelly Haimona, che a fine match potrà vantare un eccellente 5 su 6 dalla piazzolla. Diversa la situazione nella ripresa, con l'Italia che continua a lottare ma che viene punita a lungo andare dalla classe dei Pumas, in meta una seconda volta al 59' con De La Fuente e avanti 15-20 a 10 minuti dalla fine. Finale all'arrembaggio per la nazionale di CT Brunel che, trascinata dalle serpentine di Campagnaro, trova al 74' la punizione del 18-20 realizzata dal neo-entrato Orquera che però quasi allo scadere non riuscirà a trovare i pali con un difficile drop da quasi metà campo che sarebbe potuto valere la vittoria.

Nonostate la sconfitta l'Italia ha mostrato diversi segnali positivi, su tutti il gioco in mischia ordinata e in difesa; meno bene invece l'attacco, con molti errori nel gioco alla mano. Gli Azzurri avranno ora una settimana di tempo per prepararsi al terzo, ultimo e più difficile Test Match in programma in questo autunno 2014. A Padova, sabato 22 alle 15, arriva il grande Sudafrica.

Rugby, Test Match: Italia-Argentina anticipata a stasera

L'allerta meteo diramata da Protezione Civile e ARPAL e valida a partire dalle 21 di oggi e per tutto il fine settimana sulla provincia di Genova, già martoriata, come tristemente noto, dalle forti alluvioni dell'ultimo mese, ha portato ieri la Federazione Italiana Rugby a decidere lo spostamento del Cariparma Test Match fra Italia ed Argentina, inizialmente programmato per domani pomeriggio alle 15 allo stadio "Luigi Ferraris" di Genova. A scopo cautelare la partita verrà invece disputata oggi alle 17.15, sempre nell'impianto del capoluogo ligure e con copertura televisiva garantita da DMAX a partire dalle 17.

La decisione ha lasciato scontenti molti appassionati, che sui social network hanno chiesto se non fosse stato possibile posticipare la partita o cambiarne la sede, per dare la possibilità a chi aveva già acquistato i tagliandi di poter assistere comunque alla sfida fra gli Azzurri e i Pumas. La Federazione, con un comunicato, ha spiegato così le sue, condivisibili, ragioni:

"Cari sostenitori della Nazionale, comprendiamo il rammarico di quanti di voi non potranno essere presenti alla partita contro l'Argentina. Siamo inoltre consapevoli che la disputa della partita nel tardo pomeriggio di un giorno feriale comporterà, per molti di voi, l'impossibilità a partecipare. Tutte le opzioni per riprogrammare la partita in una finestra maggiormente fruibile sono state valutate ma si sono verificate non percorribili. Nello specifico, stante la situazione attuale, non era possibile in alcun modo garantire lo svolgimento della partita nelle giornate di sabato e domenica. Sarebbe stato pertanto necessario annullare la partita, valevole per il ranking IRB, e siamo convinti di aver operato nell'interesse degli Azzurri offrendo loro l'opportunità di sfidare sul campo i Pumas. Giocare alle ore 17.15 di venerdì, in base all'allerta meteo promulgata in data odierna, era l'unica soluzione che ci è stata proposta per dare a Sergio e compagni la possibilità di scendere in campo. Vi terremo aggiornati su queste pagine circa le iniziative che verranno intraprese nei confronti di coloro che non potranno assistere alla partita di domani."

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